Plantari

Plantari su misura

L'ortesi plantare è un disposivo medico su misura. Il suo utilizzo terapeutico può essere indicato in ambito preventivo per limitare possibili disfunzioni o in fase acuta per trattare una patologia. I fattori da prendere in considerazione per la costruzione di un plantare sono:

  • età
  • peso
  • caso clinico e patologia
  • attività quotidiana del paziente
  • tipo di calzatura

Una buona ortesi plantare personalizzata non può però prescindere da un'ottima presa dell'impronta. La tecnica utilizzata è quella della benda gessata in carico da cui si otterrà un calco in gesso che verrà successivamente utilizzato per la fabbricazione dell'ortesi stessa. La scelta dei materiali da utilizzare avverrà a secondo il caso e la patologia che presenta il paziente,prevalentemente si utilizza una base di resina che offre il grande vantaggio di conciliare flessibilità,resistenza e leggerezza in appena 3-5mm di spessore. I materiali tecnici e di rivestimento verranno scelti a secondo la casistica del paziente considerando i fattori elencati precedentemente e la valutazione clinica.

Possiamo classificare i plantari in 3 tipologie: 

Podologia

Collaborano con ORTHOMED  specialisti nelle alterazioni e affezioni podaliche a carico dei piedi come alluce valgo, piede piatto, piede cavo,  fascite plantare, unghia incarnita, piede reumatico e dello sportivo.


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Esame baropodometrico

esame baropodometrico
Numero verde

L'analisi del passo rappresenta l'esame biomeccanico per eccellenza.

Una valutazione della dinamica non può, però, prescindere da un esame obiettivo della nostra postura globale e del piede in statica, nell’ambito del quale viene effettuata un'ispezione, palpazione e analisi delle strutture articolari, valutando il loro range di movimento e la loro salute.

Successivamente, si effettuerà l'esame baropodometrico in statica e in dinamica, valutando così pressioni podaliche, superficie e tempi di contatto.

L’esame baropodometrico si avvale di una sofisticata metodica di indagine, che consente di misurare il carico esercitato su ciascun punto d’appoggio del piede. E’ uno strumento all'avanguardia nell'esame del piede. Una attrezzatura che va a completare, migliorare e modernizzare le precedenti tecniche di analisi. Utilizzato dagli specialisti in ortopedia, traumatologia, rieducazione funzionale, medicina sportiva, diabetologia e soprattutto dai tecnici ortopedici e podologi.

 

 

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IL PIEDE

Il piede rappresenta la porzione più distale dell'arto inferiore. In esso si distinguono la caviglia, che media la continuità con la gamba, il tallone, che costituisce l'estremità posteriore del piede, il metatarso, che costituisce la porzione anteriore del piede, e cinque dita del tutto simili a quelle della mano ma prive dell'abilità prensile a causa dei diversi rapporti che queste prendono con il metatarso.
Nella posizione ortostatica, il piede permette di distinguere una superficie inferiore detta pianta o superficie plantare del piede ed una superficie superiore detta dorso del piede.
Nomenclatura delle dita del piede
Dita del piede sinistro.
Diversamente da quanto avviene per le dita della mano, le dita dei piedi non possiedono una nomenclatura comune documentata. Fa eccezione il solo alluce, omologo del pollice più voluminoso tra le dita del piede, per il cui nome esiste un uso diffuso e documentato sia nella letteratura che nella lingua parlata e che trova origine nel latino hallux. In ambito scientifico e più prettamente anatomico, laddove si ha la necessità di una nomenclatura, si è soliti invece numerare le dita del piede, assegnando loro un nome legato alla posizione. Si ha così che in senso medio-laterale, ossia dal dito più vicino all'asse del corpo verso quello situato più lateralmente, le dita del piede sono dette primo dito, secondo dito, terzo dito, quarto dito e quinto dito. In ambito medico è inoltre diffusa, sulla scia dell'uso anglosassone, la consuetudine di chiamare il terzo dito dito medio del piede ed il quinto dito piccolo dito del piede.

Tipi di piede
Sulla base del rapporto di lunghezza che intercorre tra l'alluce ed il secondo dito, è invalso l'uso di distinguere tre tipi di piede:
•    piede egizio, nel quale l'alluce supera in lunghezza il secondo dito,
•    piede greco, nel quale il secondo dito supera in lunghezza l'alluce,
•    piede romano, nel quale alluce e secondo dito hanno pari lunghezza.
È possibile che queste definizioni derivino dai canoni artistici delle tre culture del passato cui si riferiscono, soprattutto in relazione alle pitture o sculture che li testimoniano.

Scheletro del piede

Lo scheletro del piede è costituito dall'articolazione di 26 ossa (28 se si comprendono le ossa sesamoidi costanti del piede). Tale numero può tuttavia variare da persona a persona per la presenza di uno o più sesamoidi incostanti o di alcune ossa dette ossa accessorie del piede. Lo scheletro del piede può inoltre essere suddiviso, analogamente a quanto avviene per lo scheletro della mano, in tre gruppi di ossa con caratteristiche simili. Tali gruppi sono il tarso, il metatarso e le falangi.

  • Il tarso, che contribuisce a formare lo scheletro della caviglia e del tallone, presenta alcune omologie con il carpo della mano, essendo costituito da sette ossa che occupano tutte la metà prossimale del piede. Nel tarso si distinguono due file di ossa, delle quali una, detta fila prossimale o fila posteriore del tarso, è formata dal talo e dal calcagno, e l'altra, detta fila distale o fila anteriore, è formata, procedendo in senso medio-laterale lungo un piano coronale, dalle tre ossa cuneiformi, dall'osso navicolare (osso scafoide del piede) e dall'osso cuboide. Tutte le ossa del tarso sono ossa brevi che presentano un asse maggiore rivolto in senso antero-posteriore. Fa eccezione solo l'osso navicolare il cui asse maggiore è rivolto in senso medio-laterale.
  • Il metatarso, che contribuisce a formare la metà anteriore del piede, è costituito da 5 ossa dette ossa metatarsali che fungono da tramite tra il tarso e le falangi che compongono lo scheletro delle dita del piede. Le ossa metatarsali sono ossa lunghe nelle quali si distinguono due epifisi, delle quali una prossimale ed una distale, e una diafisi. Le diafisi delle ossa metatarsali si presentano curve con convessità rivolta verso il dorso del piede e concavità rivolta verso la pianta del piede, contribuendo così, assieme alle ossa del tarso, alla formazione della volta plantare del piede.
  • Le due ossa sesamoidi costanti del piede, distinte in mediale e laterale, comprese nei tendini del muscolo flessore breve dell'alluce.
  • Le falangi del piede sono infine 14 piccole ossa lunghe che contribuiscono, analogamente alle falangi della mano, le dita del piede. Fatta eccezione per l'alluce, che come il pollice formato da due sole falangi, tutte le dita del piede sono formate da tre falangi. Tuttavia raramente è possibile osservare individui nei quali anche il quinto dito del piede possiede solo due falangi. Rispetto alla mano le falangi del piede sono molto più brevi, schiacciate in senso latero-laterale, convesse dorsalmente e concave plantarmente. Caratteristica delle falangi intermedie del piede è quella di avere un'epifisi distale costituita da una troclea, che si articola con l'epifisi prossimale delle falangi distali.
Ossa accessorie del piede
Le ossa accessorie del piede sono ossa collocate in varie aree del piede e osservabili in un ristretto numero di individui della popolazione umana. Queste ossa sono solitamente il risultato dell'insorgenza di centri di ossificazione multipli che suddividono il primitivo abbozzo cartilagineo di un osso in più ossa. Le più comuni ossa accessorie del piede sono:

  • Le ossa intermetatarsali (lat. os intermetatarsale), di forma triangolare o allungata, si collocano sulla superficie dorsale del piede tra le basi di due ossa metatarsali adiacenti. Si possono ritrovare fino a quattro ossa intermetatarsali denominate in senso medio-laterale primo, secondo, terzo e quarto osso intermetatarsale. Le ossa intermetatarsali partecipano all'articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.
  • Le ossa intercuneiformi (lat. os intercuneiforme), di forma triangolare e di lunghezza superiore a 1 cm, si collocano sulla superficie dorsale del piede tra due ossa cuneiformi adiacenti. Si possono ritrovare fino a due ossa intercuneiformi denominate in senso medio-laterale primo e secondo osso cuneiforme. Le ossa intercuneiformi partecipano all'articolazione cuneo-navicolare.
  • Le ossa talo-navicolari (lat. os talonaviculare), di forma variabile, si collocano tra la superficie posteriore all'osso navicolare e la testa del talo. Si possono ritrovare fino a due ossa intercuneiformi delle quali una superiore, detta osso talo-navicolare dorsale, ed una inferiore, detta osso talo-navicolare plantare. Le ossa talo-navicolari partecipano all'articolazione mediotarsale dello Chopart.
  • L'osso triangolare (lat. os trigonum), dalla forma a goccia e di lunghezza anche superiore ai 20 mm, si colloca posteriormente nel piede prendendo rapporto con la superficie superiore del calcagno e la superficie posteriore del talo. Corrisponde ai tubercoli posteriori del talo e partecipa all'articolazione astragalo-calcaneare.
  • L'osso del sustentacolo (lat. os sustentaculi), di forma quadrangolare e allungata, è poco più piccolo dell'os trigonum. Si colloca sulla superficie mediale del calcagno posteriormente al sustentaculum tali.
  • L'osso tibiale esterno (lat. os tibiale externum), di forma variabile, si colloca sulla superficie supero-mediale del talo, posteriormente all'osso scafoide del tarso. Le sue dimensioni sono simili a quelle dell'osso del sustentacolo.
  • L'osso calcagno secondario (lat. os calcaneus secundarius), di forma e dimensioni paragonabili a quelle dell'osso triangolare, si colloca lateralmente alla tasta del talo sulla superficie superiore del calcagno e del cuboide. La sua punta, rivolta anteriormante, talvolta raggiunge l'osso navicolare. L'osso calcagno secondario partecipa all'articolazione mediotarsale dello Chopart.
  • L'osso vesaliano del piede (lat. os vesalianum pedis), di forma tondeggiante, deve il suo nome ad Andrea Vesalio. L'osso vesaliano del piede si colloca sulla superficie infero-laterale del piede tra il cuboide ed il quinto osso metatarsale, partecipando all'articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.
  • La pars peronea metatarsalis, è un osso accessorio che può raggiungere i 25 mm di lunghezza e si colloca sulla superficie plantare del piede con il suo asse maggiore posto trasversalmente tra il primo osso cuneiforme ed il primo osso metatarsale. Partecipa all'articolazione tarso-metatarsale del Lisfranc.
  • L'osso cuboide secondario (lat. os cuboides secondarius) è il più voluminoso tra le ossa accessorie. Di forma ovale, può raggiungere i 30 mm di lunghezza ed è posto centralmente sulla superficie plantare del piede tra l'osso navicolare, il cuboide e il calcagno.
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